Come fare un piccolo impianto fotovoltaico domestico con meno di 100 euro
Pubblicato il 12 Dicembre 2014
Dopo varie ricerche credo di poter affermare che si può costruire un pannello fotovoltaico con la tecnica del fai da te, ed in fondo all'articolo troverete un video su come fare.
Ci tengo a precisare che non sono un tecnico, e nemmeno elettricista, ma siccome è una cosa che mi interessa in prima persona (devo portare corrente nel capanno degli attrezzi non collegato alla rete elettrica),
è da un pò di tempo che studio e ricerco una soluzione low cost per attuare il progetto.
Ma andiamo con ordine, prima di impegnarci sul come fare un pannello fotovoltaico, vediamo il risultato
che si potrà ottenere ed il funzionamento di un'impianto fotovoltaico con un'investimento di soli 100 €.
Già solo con quest'investimento potremo alimentare alcune utenze di casa ottenendo un bel
risparmio sulla bolletta. Forse la cosa si fà interessante.. un riconoscimento a cotanta fatica
sarebbe apprezzabile, iscriviti al blog...![]()
Prossimamente pubblicherò i link e la descrizione di kit fotovoltaici con una
spesa che và da 3000/4000 E per 3 kwh

piccolo esperimento il pannellino fotovoltaico è in silicio monocristallino (il più efficiente in minor spazio), ha una potenza di 20 watt, è grande 63×30 cm e produrrà corrente continua a 12 Volt. Una piccola nota per individuare l’inclinazione ottimale dei pannelli fotovoltaici: ad ogni latitudine l’inclinazione migliore cambia. Più si va in sù nel globo più i pannelli dovranno essere verticali. Più si scende, invece, più i pannelli saranno orizzontali. In Italia l’inclinazione ottimale è di 30-35 gradi, ma questa è la formula per individuare l’inclinazione migliore ad ogni latitudine: Inclinazione ottimale = 3,7 + (0,69 x Latitudine) Inclinazione ottimale a Roma = 3,7 + (0,69 x 41,89) = 32,6 Se si vuole recuperare un poco più di energia in inverno a discapito di parte della produzione estiva si può aumentare leggermente l’inclinazione dei pannelli.
in genere semplicissimo da collegare con semplici cavetti. Questo inverter consente di avere una vera e propria presa da 220V portatile (attenzione alle scosse!), partendo da una semplice batteria da 12V e pochi Amphère. Alcuni di questi apparecchi montano una ventola di raffreddamento per una maggiore sicurezza durante l’uso. In genere all’interno della confezione c’è un cavetto per collegare l’inverter alla batteria dell’auto e, più frequentemente, un cavo per collegarlo, in alternativa, all’accendisigari dell’auto. Un ottimo prodotto per il nostro utilizzo ad un prezzo low-cost: se c’è la sola presa per accendisigari basterà tagliare la presa e collegare il cavetto direttamente alla batteria (qui gli elettricisti si metteranno le mani tra i capelli!).In questo esperimento l’inverter utilizzato è da 200 watt di potenza ed è, per un discorso di sicurezza, sovra-dimensionato rispetto alla potenza di picco del pannello fotovoltaico da 20 watt. Con gli opportuni
accorgimenti si può aumentare la potenza del pannello, ma è bene rimanere sempre al di
sotto dei 100 watt/picco. Questo tipo di inverter crea un’onda sinusoidale modificata, per questo
motivo non è molto adatto per apparecchi elettronici con alimentazione diretta (come la TV),
ma per l’illuminazione, per caricatori e simili. Attenzione, però, che questo inverter ha un consumo
di corrente anche quando è in stand-by, ed il consumo è tutt’altro che insignificante: in poco più di un
giorno si può consumare l’intera batteria se rimane acceso senza produzione di energia. Per questo
motivo nel nostro schema abbiamo messo un interruttore: per evitare il consumo quando il sistema
non è in funzione. L’inverter dispone anche di una presa USB universale (per intenderci: quella
dei computer). Questa presa può venire utilizzata direttamente per piccoli apparecchi funzionanti
in corrente continua. Può sembrare inutile, ma in realtà è un’ottima soluzione per collegare
direttamente apparecchi che funzionano in corrente continua. In questo modo si eviterà infatti
la dispendiosa “doppia conversione” in corrente continua-alternata-continua.
Batteria Per questo esperimento abbiamo acquistato una batteria nuova,
ma quando cambi la batteria della
macchina o della moto puoi provare a riutilizzarla per questo esperimento (quando una batteria non riesce più ad avviare il motore di una macchina, non significa che sia completamente morta: il motore di avvio richiede una potenza particolarmente alta e può essere che la batteria non riesca a raggiungerla; non per questo, però, ha cessato completamente le sue funzionalità). La batteria di una macchina è almeno di 40-50 Ah. Nel nostro caso sarà sufficiente una “capacità” di 6 volte minore. La spesa per la batteria sarà in questo caso non più di 20-30 euro: sarà sufficiente una batteria da 12 Volt con una “capacità” di 7 Ah.
Dove acquistare l'occorrente: in Italia http://mrwatt.it/ In Inghilterra http://www.off-grid-europe.com
in America http:stores.ebay.com/heartofthesun-solar
Senza nulla a pretendere, ma semplicemente per aiutarvi a navigare in questo blog,vi segnalo alcuni post e sezioni che potrebbero sicuramente attirare la vostra attenzione.
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