Il calcestruzzo "depotenziato''.

Pubblicato il 15 Marzo 2015

Il calcestruzzo "depotenziato''.
(ANSA) - PALERMO, 27 FEB - "Ci sono tanti immobili in Sicilia che nel giro di qualche decennio probabilmente crolleranno, già qualche ponte sta iniziando a cedere perché costruito con cemento depotenziato proveniente da cave di proprietà di mafiosi di cui non posso fare il nome perché sono in corso dei processi". Lo ha detto il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Palermo, Mirella Agliastro, intervenendo a un forum regionale sui beni confiscati promosso dall'associazione Libera a Palermo.
Il calcestruzzo "depotenziato''

In seguito all'onda emotiva del terremoto in Abruzzo, si è parlato tanto sulla qualità del calcestruzzo utilizzato per la realizzazione di edifici, pubblici e privati, di ponti, di tratte autostradali ed altro.
L’impressione generale è che uno dei maggiori responsabili sia il cosiddetto calcestruzzo depotenziato, ossia un calcestruzzo con resistenza caratteristica a compressione inferiore a quello prescritto negli elaborati strutturali e che discende dai calcoli statici.
Come è noto agli addetti ai lavori le procedure per il prelievo dei campioni di calcestruzzo sono ben definite dal vigente decreto ministeriale 9 gennaio 1996, il cui allegato 2 tratta appunto dei “Controlli sul calcestruzzo”. Di rilevante importanza sono le prescrizioni di cui al punto 5.3. ove è testualmente detto che ” il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del direttore dei lavori o di un tecnico di sua fiducia. Il direttore dei lavori dovrà inoltre curare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc che i provini inviati per le prove ai Laboratori Ufficiali siano effettivamente quelli prelevati alla presenza sua o del tecnico di sua fiducia. La domanda di prove al Laboratorio Ufficiale dovrà essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e dovrà contenere precise indicazioni sulla posizione delle strutture interessate da ciascun prelievo”
Quanto prescritto dalle norme dovrebbe dare sufficienti garanzie per la qualità del calcestruzzo, ma a giudicare da quello che si sta verificando in diverse zone del paese, è evidente che qualcosa non quadra, visto che la quasi totalità dei certificati rilasciati dai laboratori ufficiali forniscono valori di resistenza compatibili con i valori progettuali.
A mio modesto avviso penso che, per superare i problemi legati alla qualità del calcestruzzo, basterebbe imporre, per legge, l’obbligatorietà della effettuazione di “carotaggi meccanici” sulle strutture in opera, che renderebbero di fatto superfui gli odierni controlli preventivi. La resistenza finale in opera del calcestruzzo non dipende, infatti, solo dalla quantità, qualità e miscela dei costituenti, ma anche dalle modalità di posa in opera, dalla costipazione del getto e dalla sua maturazione, nonché delle condizioni ambientali (temperatura, umidità, etc).
Evidentemente trattandosi di un metodo di indagine localmente distruttivo occorre limitare, quanto più possibile, il danneggiamento della struttura; a tale riguardo le norme UNI di riferimento dettano le specifiche procedure per il prelevamento dei campioni:
- UNI 6131:2002 “ Prelevamento di calcestruzzo indurito”;
- UNI EN 12504-1/2002 “ Prove sul calcestruzzo nelle strutture – Carote – Prelievo, esame e prova di compressione”
Di sicuro l’attenzione nella fase esecutiva delle strutture, da parte della direzione dei lavori e dell’impresa, aumenterebbe di molto, per il semplice fatto che, nel caso di risultati non accettabili, si correrebbe il rischio di dovere demolire le strutture fino a quel momento realizzate.

Scritto da Artigiano Rosario Geom. Rosario

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MARIO FALBO 04/28/2016 19:17

RCK non diIscende dai calcoli ma si fissa E POI SI FANNO I CALCOLI con quello
prima si controllava che la tensione AGENTE s=60+(rck-150)/4 FOSSE MINORE DI QUELLA AMMISSIBILE ORA NON PIU'- STATI LIMITE