Eternit, Rimozione Fai da te per modeste quantità

Pubblicato il 21 Marzo 2015

Forse è il caso di pubblicizzare un pò di più anche questa possibilità senza pensare solo ai nostri interessi per offrire una possibilità di intervento ulteriore con poca spesa e la salvaguardia dell'ambiente

Forse è il caso di pubblicizzare un pò di più anche questa possibilità senza pensare solo ai nostri interessi per offrire una possibilità di intervento ulteriore con poca spesa e la salvaguardia dell'ambiente

Non tutti conoscono la possibilità che i comuni offrono il ritiro gratuito di piccoli quantitativi di eternit a privati cittadini. Questa pratica, è consigliabile nei casi di piccoli quantitativi dove incaricare una ditta specializzata risulta particolarmente oneroso anche a causa di spese fisse e installazione cantiere.

In questi casi, per prevenire smaltimenti ...non regolati.. il comune offre questa opportunità.

Ma andiamo con ordine....

Indagini epidemiologiche e cliniche hanno dimostrato la pericolosità per la salute dell’uomo quando le fibre di amianto vengono inalate e penetrano nei polmoni. Il primo segnale lanciato dalla comunità scientifica su questo problema fu nel 1964, durante la conferenza organizzata dalla New York Academy of Sciences sugli effetti biologici dell’amianto. Negli anni seguenti si raggiunse, a livello internazionale, un unanime consenso sull’azione cancerogena di questo materiale (Enterline, 1991).

Rimozione amianto: quando diviene obbligatorio rimuovere?

Amianto in matrice friabile
In caso di presenza negli edifici di amianto friabile (formato molto pericoloso del materiale, poiché riducibile in polvere con la semplice azione manuale e pertanto più facilmente inalabile) il proprietario dell’edificio (oppure l’amministratore, nel caso di un condominio) è tenuto a comunicare alla Asl di riferimento i dati relativi alla presenza di tale insidioso materiale: l’obbligo è prescritto dalle legge (l. 27 marzo 1992, n. 257) e la sua violazione, nel caso di omessa comunicazione, è suscettibile di sanzione amministrativa (pecuniaria, oltre i 2mila euro in sede edittale).

 

Amianto compatto
L’amianto compatto è meno pericoloso (non può essere sbriciolato se non con l’impiego di attrezzi meccanici, pertanto la diffusione di micro-fibre è molto meno probabile) e la sua presenza in edifici in buono stato non fa scattare alcun obbligo di comunicazione. Qualora l’edificio o il manufatto presentino però condizioni di degrado allora il proprietario (o l’amministratore nel caso di un condominio) ha l’obbligo di far effettuare una ispezione con annessa valutazione del rischio: per fare ciò è necessario avvalersi di un tecnico abilitato (o di un’impresa abilitata anch’essa). Qualora dovesse essere accertata la necessità di intervenire sull’amianto (in caso di pericolosità dei manufatti presenti) scatta l’obbligatorietà di rivolgersi ad una ditta specializzata iscritta all’Albo nazionale Gestori ambientali nella categoria 10 (sub categoria 10A o 10B).

 

Su quest'argomento vi si potrebbe scrivere un libro, ma il mio intento è quello di evidenziare la possibilità di poter effettuare tale bonifica anche con tecnica del Fai da te nei casi di modesti quantitativi, dove l'affidarsi alle ditte specializzate non è particolarmente economico

 

Come smaltire eternit fai da te.

Materiale occorrente
Per smaltire l’eternit è fondamentale procurarsi del materiale per poter lavorare in sicurezza e per poterlo successivamente incapsularlo: maschera facciale filtrante monouso, tuta monouso antipolvere, guanti, vernice incapsulante, pompa airless, nastro adesivo, etichetta di identificazione (a: amianto).
Tutto il materiale puoi acquistarlo anche in rete, è infatti in vendita un Kit di autorimozione di piccole quantità di amianto specifico per utenze civili al costo di 30,00 euro. Si tratta del Kit “SOS AMIANTO”

 

E’ necessario compilare il piano di lavoro semplificato” scaricabile sul sito dell’AUSL, e consegnarlo in triplice copia all’AUSL – Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPSAL) competente per territorio per la timbratura necessaria per procedere alla rimozione e al successivo conferimento, poi è necessario contattare Hera per concordare tempistiche e modalità di ritiro a domicilio dei rifiuti di amianto. Ma quello che non è chiaro a tutti è che è necessario trattare il manufatto su tutta la superficie con un prodotto incapsulante certificato di tipo D (colla tipo vinilica) in soluzione acquosa, colorata (eventualmente aggiungendo alcune gocce di vernice colorata), con il metodo a spruzzo a bassa pressione (utilizzando una pompa a spalla o una spruzzetta manuale) o a pennello, prima della sua rimozione, poi è possibile rimuoverlo ed è necessario racchiuderlo con teli di plastica sigillati con nastro adesivo (confezionando singolarmente lastre e pannelli), tenendo il materiale rimosso e opportunamente trattato e confezionato fino alla data concordata per il ritiro. In pratica il cittadino ha si il ritiro gratuito, ma ha due possibilità: o chiama una ditta che gli bonifichi il materiale o lo fa da solo seguendo quanto prescritto nel piano di lavoro concordato con l’AUSL, altrimenti Hera può rifiutarsi di ritirarlo facendo pagare delle penali per il mancato ritiro. Insomma il servizio in se è la parte più facile, resta molto più problematica la parte burocratica (moduli ed uffici da contattare) e quella operativa di bonifica dall’amianto. Dulcis in fundo, ci sono limiti sulle quantità conferibili (ad esempio il numero di pannelli piani e/o ondulati conferibili è di n.6 corrispondenti a circa 12 mq).

 

Scritto da Artigiano Rosario Geom. Rosario

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federica 07/23/2018 12:12

come hai scritto tu, per le piccole quantità è possibile arrangiarsi da soli (salvo le scartoffie), alla fine rimuovere l'amianto costa tantissimo, ma ci si può fortunatamente appellare alle agevolazioni fiscali previste dalle regioni per i lavori ecosostenibili e bandi Inail, se non altro per abbattere le spese.